Diagnosi

La diagnosi di scoliosi si basa sulla ricerca di segni clinici e radiografici. I primi debbono essere quelli che, quando evidenziati, giustificano un approfondimento con i mezzi della Radiologia Standard.

La diagnosi si basa sempre sulla ricerca di segni clinici peculiari (non sarebbe infatti pensabile, ad esempio, che un attività di screening e di diagnosi precoce dovesse basarsi sull'effettuazione di esami radiografici "di massa"); essa è pertanto basata sulla visita e sulla ricerca di quelle evidenze cliniche che - inequivocabilmente - ci dicono che la colonna vertebrale è deviata e deformata.

Diagnosi clinica

La diagnosi della scoliosi si basa sulla ricerca di segni clinici precisi. E' infatti concetto quasi superfluo da ricordare il fatto che il corpo umano si componga di due parti simmetriche; l'alterazione di tale simmetria può essere causata da differenti ragioni, tra le quali le deviazioni della colonna vertebrale rappresenta un'eventualità ben nota.

L'esame clinico va iniziato con paziente in stazione eretta e deve essere effettuato di fronte e di spalle. Successivamente il paziente va fatto flettere in avanti per poter esaminare il profilo posteriore del tronco. 

Molti di questi segni sono di dominio comune e di agevole interpretazione, ma vanno inquadrati correttamente per fornire loro l'esatto significato diagnostico; l'asimmetria delle spalle e delle scapole, l'asimmetria dei fianchi, la flessione laterale del collo sono tutti segni, che possono coesistere con una deformità della colonna vertebrale, ma che possono essere correlabili anche ad altre situazioni. 

I segni clinici di una scoliosi della colonna vengono suddivisi in: Segni PRIMARI; Segni SECONDARI.

I Segni Primari sono quegli elementi che sono sempre presenti in caso di scoliosi vera.

I Segni Secondari sono quei segni sempre presenti in caso di scoliosi vera, ma che possono esistere anche in assenza di una scoliosi vera. Essi sono: l'asimmetria delle spalle e delle scapole, l'asimmetria dei fianchi (Fig. 5).

Segni Primari

Sono i segni clinici che ci informano del fatto che le vertebre facenti parte della curva scoliotica sono ruotate sul loro asse verticale. La rotazione vertebrale è un segno PRIMARIO di presenza di scoliosi e nella Letteratura anglosassone viene definito Segno della Rotazione Clinica Fissa (Fig. 1); questo dato infatti distingue le scoliosi "vere" dalle flessioni laterali del rachide (spontanee o dovute ad altre cause). La rotazione delle vertebre iscritte in una curva conduce infatti a due evidenze cliniche caratteristiche: in tratto toracico, trascinando con sé nella rotazione anche le coste - che sono alla vertebra intimamente legate - le stesse coste si innalzano (dal lato della convessità della curva, che è ovviamente anche il lato della rotazione delle vertebre) formando una protuberanza costale, nota come gibbo (Fig. 2, 3); in tratto lombare (laddove le coste non esistono) la rotazione delle vertebre innalza il piano di appoggio dei muscoli paravertebrali lombari, che appaiono così sopraelevati rispetto ai controlaterali (Fig. 4, 5).

profilassi  
 Fig. 1

La ricerca di tali segni clinici (quelli cioè relativi all'asimmetria del profilo toracico e lombare) si esegue con paziente a tronco flesso in avanti di 90°, a mani unite ed a braccia distese verso il basso (Fig.3). L'entità dell'asimmetria del profilo toracico e lombare è in evidente relazione con l'entità della curva; nel senso che maggiore è l'asimmetria del profilo, maggiore sarà la deviazione radiograficamente considerata. Tale rapporto però non è così stretto e certo che sia possibile, misurando le asimmetrie suddette, evitare di eseguire un esame radiografico. Se ne deduce quindi che, se l'esame clinico è il primo indispensabile strumento che ci consente di sospettare concretamente la presenza di una scoliosi, solo l'esame radiografico ci fornirà tutti gli elementi di certezza che ci permetteranno un giudizio completo.


Gibbo costale  
Fig. 2 - 3

Gibbo lombare
Fig. 4 - 5

 Segni Secondari

Vi sono altri segni clinici, che vengono definiti SECONDARI, che appaiono sempre in presenza di scoliosi, ma che - potendo apparire anche senza che una scoliosi vera sia presente - si possono solamente giudicare come corollari dei segni PRIMARI (che per ciò stesso vanno definiti come quei segni in presenza dei quali si può con certezza ritenere che sia presente una scoliosi, e senza i quali - ovviamente - non si possono avere dette certezze cliniche).
 
I segni SECONDARI sono: asimmetria delle spalle (Fig. 7) e delle scapole (Fig. 8); asimmetria dei triangoli della taglia (codesti sono quegli s
pazi vuoti delimitati lateralmente dal profilo mediale delle braccia e medialmente dal profilo del fianco) (Fig.9, 10).

  

Fig. 6 Fig. 7 Fig. 8 Fig. 9 Fig. 10

A i segni clinici "locali" si possono associare, nelle forme infantili "maligne" altri segni particolari - quali l'asimmetria facciale, definita scoliosi facciale - che testimoniano l'alterazione genetica globale, che caratterizza queste deformità.

Diagnosi radiografica

Una volta accertata la presenza dei Segni Clinici PRIMARI, è giustificata l'esecuzione di un'indagine radiografica, che va condotta a paziente in piedi, nelle due proiezioni ortogonali (antero-posteriore e latero-laterale) (Fig. 11), effettuata su un supporto (lastra) che possa comprendere tutto il rachide (dal cranio al bacino).

Di norma, nella proiezione in antero-posteriore la colonna vertebrale appare rettilinea. Nella proiezione in latero - laterale (assetto sagittale) la colonna presenta delle curve fisiologiche a convessità anteriore (lordosi) ed a convessità posteriore (cifosi) (Fig. 11). La presenza di deviazioni della colonna sul piano frontale (scoliosi) si riperquote anche sul piano sagittale con un'alterazione dell'assetto normale del rachide (Fig. 12).

  assetto del rachide scoliotico
 Fig. 11
 Fig. 12

In presenza di scoliosi (toraciche e/o lombari) la cifosi toracica e la lordosi lombare possono essere ridotte od anche invertite (Fig 13).

Fig. 13   in rosso l'assetto sagittale teorico corretto



Fig. 14        

In presenza di curvature della colonna (Fig. 15) è necessario evidenziare se tali inflessioni laterali siano solamente frutto di vizi di posizione (ed in quanto tali caratterizzati dall'auto correggibilità) oppure se siano vere e proprie curve patologiche. Oltre agli importanti elementi clinici discussi sopra, è possibile evidenziare la reale strutturazione (e rigidità) della curva scoliotica per mezzo di radiogrammi effettuati in flessione laterale, onde evidenziare la motilità (correggibilità) della curva. Questi studi radiografici non vengono effettuati routinariamente, ma vengono impiegati in ambito specialistico ed è allo Specialista, che va demandata l'eventuale decisione circa la loro effettuazione.

Fig. 15

L'esame radiografico va studiato per evidenziare (Fig. 16) tutte le componenti della deformità scoliotica: entità della curva; variazioni dell'assetto sagittale; rotazione vertebrale; stadio raggiunto dell'accrescimento vertebrale (Segno di Risser - Fig. 17).

 Fig. 16 Elementi di valutazione radiografica
Misurazione della curva sec. Cobb


Il Segno di Risser

L'evidenza che la scoliosi dell'adolescenza si aggrava nel corso dell'accrescimento con ritmi diversi fu studiata  da J.C. Risser, che nel 1958 pubblicò sulla prestigiosa Rivista americana Clinical Orthopaedics and Related Research uno studio, che evidenziava come il periodo di più veloce accrescimento vertebrale (e di più rapido aggravamento della scoliosi) fosse caratterizzato dall'ossificazione del nucleo apofisario iliaco. Questo segno, noto da allora coma Segno di Risser, è agevolmente evidenziabile nei radiogrammi effetutati per la diagnosi di scoliosi (Rxgrafie in antero - posteriore in stazione eretta).

Segno di Risser
    lastra accrescimento
Fig.17    


L'ossificazione del nucleo apofisario iliaco inizia lateralmente, nei pressi della Spina IIiaca Anteriore Superiore, e segna l'inizio del periodo di accrescimento rapido vertebrale (periodo il cui inizio è usualmente contrassegnato, nelle femmine, dal menarca)

     
 Risser Iniziale
Risser 25%
Risser 50%

 Risser 75%  Risser 100%

Entità della Deviazione Laterale

L'entità della scoliosi (o meglio l'entità della Deviazione Laterale della curva) viene individuata con il metodo di Cobb (Fig. 18). Si traccia la tangente ai piatti epifisari vertebrali (esterni alla curva) delle vertebre più inclinate. La convergenza delle linee ortogonali, misurata in gradi, darà l'entità della deviazione laterale.

Fig. 18
   

Rotazione Vertebrale

Come detto dianzi, la rotazione delle vertebre facenti parte della curva è segno di strutturazione della deformità e testimonia l'essere la curva una vera scoliosi. La rotazione vertebrale si estrinseca sul piano clinico in deformità del profilo (toracico o lombare) e la sua valutazione quantitativa (nei radiogrammi) è importante perchè può rappresentare un segno prognostico.

Due metodi sono oggi in uso per valutare l'entità della rotazione vertebrale (all'apice della curva): quello di Perdriolle (Fig. 19) e quello di Nash e Moe (Fig. 20). 

 Torsiomètre di perdriolle  Metodo di Nash Moe
 Fig. 19 Metodo di Perdriolle
Fig. 20  Metodo di Nash e Moe 

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