Protesi lombari

Attualmente esistono tra modelli di protesi discali lombari, Maverick (Fig. 1), Prodisc (Fig. 2) e Charitè (Fig. 3).  

 protesi Prodisc charite
Figura 1 - Maverick Figura 2 - Prodisc
Figura 3 - Charitè

Le protesi discali oggi consentono di fornire una risposta solamente parziale alle esigenze della sostituzione discale; esse infatti pur ripristinando le caratteristiche di motilità inter-vertebrale, non sono in grado di adempiere al secondo compito dei dischi: l'assorbimento dei carichi.

Sostituzione protesica lombare

Presso la nostra Unità Operativa si è iniziato l'utilizzo delle protesi discali lombari nel 2001; ad oggi possiamo vantare la maggiore esperienza italiana (85 protesi impiantate) in tema di sostituzione protesica dei dischi interevertebrali lombari.

L'esperienza comprende sia l'utilizzo di protesi Prodisc (nei primi 25 impianti) che di protesi Maverick (nei successivi 60 impianti).

Indicazioni alla sostituzione protesica del disco intervertebrale

L'indicazione alla chirurgia protesica del disco si pone nei soggetti giovani, che presentino una storia clinica di lombalgia recidivante ed ingravescente (la cui durata non sia inferiore ad un anno) che non abbia avuto risultati positivi dai trattamenti conservativi (farmaci; busti ortopedici; fisioterapia; rieducazione posturale) protratti per almeno 6 mesi. Vi sono delle limitazioni e delle controindicazione alla sostituzione protesica del disco lombare. Esse sono: l'età del paziente (che non deve, in linea generale, essere superiore a 50 - 55 anni per il sesso maschile, mentre per il sesso femminile va considerata la qualità del tesusto osseo in rapporto alla menopausa ed al conseguente rischio di osteoporosi); il livello discale (le sostituzioni protesiche non possono essere eseguite per livelli prossimali al secondo - terzo disco lombare, in ragione delle peculiarità dall'anatomia vascolare del soggetto, con particolare riguardo al livello al quale l'arteria renale si genera dall'aorta); le possibili altreazioni morfologiche e funzionali delle zigoapofisi (alterazioni "artrosiche" delle articolazioni posteriori si potrebbero tradurre in un peggioramento dei sintomi dolorosi, una volta che il movimento intervertebrale fosse ripristinato dall'inserimento della protesi discale).

La Chirurgia

L'aggressione chirurgica alla colonna è in questi casi un'aggressione anteriore (attraverso l'addome), poichè il disco nella sua interezza non può essere aggredito e sostituito per via posteriore, a causa della presenza delle strutture nervose (sacco durale, radici) all'interno del canale vertebrale.

CHIRURGIA DEL RACHIDE
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