Trattamento della scoliosi dell'adulto

Come detto dianzi, i pazienti portatori di deformità vertebrali in età adulta (od anziana) giungono, quasi nella totalità dei casi, all'osservazione del Medico in ragione dei sintomi da loro accusati. 

Le alterazioni degenerative dei metametri vertebrali inducono un conflitto tra contenente (struttura vertebrale) e contenuto (strutture nervose). Spesso, a fronte di una storia clinica caratterizzata dalla comparsa e dalla progressione della sintomatologia dolorosa, l'approfondimento diagnostico viene affidato a studi di Risonanza Magnetica oppure a TAC, senza far precedere questi accertamenti da uno studio radiografico. Ciò ha condotto in molti casi a diagnosi non corrette, perchè mancanti delle indispensabili informazioni fornite dalla Radiologia tradizionale, ed a volte a soluzioni terapeutiche (rimozione di ernie discali) errate, pur se supportate da una sintomatologia clinica (sciatica) che può ricondurre ad una patologia discale.

A fronte di una sintomatologia clinica (sciatalgia) tipica della patologia discale, spesso l'approfondimento di Diagnostica per Immagini preferito è costituito dalla TAC o dalla Risonanza Magnetica. Le scansioni (e le immagini che da esse discendono) vengono eseguita su di una colonna deforme (e non diritta) (Fig. 2); ne risulta spesso un'immagine di ernia discale (Fig. 3) che è solamente l'effetto dell'inclinazione della scanzione TAC.

Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3 

Spesso, nelle scoliosi dell'adulto, si evidenzia - nella parte distale della curva - una sorta di disallineamento tra le vertebre (Fig. 4). Questa alterazione dei rapporti tra vertebre contigue è causata dalle alterazioni degenerative discali (indotte dalla scoliosi) e viene denominata Sublussazione Rotatoria (Fig. 5), ed è anch'essa causa di sintomi irradiati (sciatalgia), in ragione delle alterazioni dei rapporti tra vertebre e radici nervose, che emergono a quel livello.

Fig. 5
Fig. 6
   

Trattamento Chirurgico

I principi generali del trattamento chirurgico delle deformità in età adulta non si discostano da quelli seguiti per i soggetti adolescenti. Vi sono alcuni punti - peculiari del soggetto adulto od anziano - che, a nostro avviso, devono essere puntualizzati è che riguardano la sintomatologia (che conduce questi pazienti alla nostra osservazione) e il "peso specifico" del programma chirurgico da proporre.

Per quanto concerne la seconda questione, va eseguita un'accurata valutazione delle condizioni generali del paziente (effettuata di concerto con i Medici Anestesisti); per quanto riguarda la prima, va detto che, anche se i sintomi irradiati (sciatica) si riferiscono ad una regione specifica della colonna (il tratto lombo-sacrale), sede della parte distale della curva, dove si osserva uno scivolamento laterale di una vertebra sulla sottostante (definita sublussazione rotatoria - Fig. 6) è la deformità vertebrale nel suo complesso che deve essere presa in considerazione dall'atto chirurgico.

La strategia chirurgica non si discosta profondamente da quella messa in atto in caso di correzione chirurgica delle deformità vertebrali in età di adolescenza, ed, al pari di quelle, deve tenere conto delle caratteristiche tridimensionali della deformità. La correzione e l'estensione dell'area da sottoporre ad artrodesi sono anche ufnzione delle caratteristiche del tessuto osseo, il quale - non infrequentemente - nel paziente anziano presenta aspetti di osteoporosi, che rendono ardua la fissazione dei sistemi di strumentazione posteriore. L'utilizzo di sistemi di fissazione con viti peduncolari, inserite ad ogni livello vertebrale, suddivide i vettori di correzione, permettendo una più sicura fissazione (Fig. 7).

    
 Fig. 7
     

Non raramente nel soggetto adulto la componente sagittale della deformità scoliotica (che è costituita dalla presenza di appianamento della lordosi, da uno sbilanciamento in avanti di tutto il rachide, oppure dalla formazione di una vera e propria cifosi lombare) assume una preminenza tale da divenire il vero obiettivo del trattamento. In questi casi la Chirurgia è chiamata a ripristinare un più corretto assetto sagittale della colonna vertebrale, per mezzo di un intervento chirurgico definito "Osteotomia di sottrazione peduncolare".

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